Nella realizzazione di questo blog non ho solamente scoperto e raccontato di un oggetto ricco di storia e tradizione, la "conca", ma ho compiuto un vero e proprio viaggio nella storia della mia terra e delle persone che la abitano, riscoprendo usi e tradizioni che non conoscevo.
Questo viaggio è cominciato proprio dalla descrizione del mio piccolo paese in abruzzo , analizzando in dapprima alcuni oggetti tradizionali del paese , tra i quali la conca appunto, per poi parlare di un libro e un film che raccontassero la storia del luogo. Proprio dal libro sono state poi estratte citazioni che descrivono il paese e la sua realtà quotidiana.
Continuando a parlare di questo piccolo paese, Capistrello, ho riportato un antico mito che si tramanda ancora oralmente tra gli anziani, per poi analizzare le origini del nome, in un misto tra verità e leggenda.
Dopo aver descritto e ripercorso la storia di questa piccola cittadina tra le montagne abruzzesi, l'attenzione del blog si è incentrata su uno degli oggetti che più la caratterizzano, la conca . Abbiamo così scoperto dei diversi nomi che ha in Abruzzo e nelle zone limitrofe, ma anche dei materiali di cui è composta, della sua tassonomia e perfino di alcuni proverbi che la vedono protagonista.
Successivamente alla descrizione dell'anatomia della conca, si è esaminato il ruolo è l'importanza che ha questo oggetto come simbolo al giorno d'oggi, ipotizzando in seguito una sua possibile evoluzione futura.
In seguito ad un'analisi grafica delle parole e dei temi strettamente connessi con la conca, attraverso una mappa concettuale ed una nuvola dei nomi, l'attenzione si è spostata sul ruolo e l'importanza che questo oggetto della tradizione ricopre in cucina e nell'arte. Ma la conca non è stata solamente protagonista in alcuni dipinti nel corso degli anni, ma anche nella musica, nella letteratura, nel cinema, ed è apparsa persino in alcuni fumetti e francobolli. Proprio per questo motivo, dopo aver visto e spiegato la sua presenza all'interno delle case,e dopo aver riportato un brevetto di un oggetto molto simile ad essa, ho ipotizzato come potrebbe essere strutturato un museo della conca, in modo tale da far vivere e trasmettere tutta l'arte, la cultura e la tradizione proprie di quest'oggetto.
Facendo poi riferimento alla smorfia napoletana e alla cabala, si è cercato di trovare una relazione tra i numeri e la conca, per poi indicare come quest'ultima è presente nella dimensione della scienza e della tecnica.
Interessante è stato trovare un personaggio che potesse rappresentare la conca, andando a riscoprire l'interpretazione di Sophia Loren nel film del 1960 "La ciociara".
Infine ho elencato una sequenza alfabetica di parole che definiscano un abbecedario della conca ed una sequenza di azioni che sono proprie della conca e che si possono compiere con essa.
In questo lungo viaggio ho dunque scoperto molto, documentandomi su un oggetto che avevo sempre visto in casa senza mai soffermarmi troppo su di esso, e chissà quante cose potremmo scoprire se solo dedicassimo un pò del nostro tempo e della nostra attenzione a tutti quegli oggetti che ci circondano nel quotidiano e che ci passano inosservati..
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sabato 11 gennaio 2020
#33 - LA SINTESI FINALE
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mercoledì 6 novembre 2019
#09 - I NOMI DELLA COSA
Essendo uno degli oggetti tipici del borgo di Capistrello, ma più in generale della regione Abruzzo, il termine "conca" è già di per sé dialettale. In alcune zone della regione viene chiamata "conga" o, come anche nella regione del Molise, "tina".
In italiano potremmo definirla un' "anfora di rame" e da qui seguono le traduzioni in altre lingue: "copper amphora" (inglese), "amphore de cuivre" (francese), "kupfer amphore" (tedesco), "anfora de cobre" (spagnolo), "медная амфора" (russo), "铜瓶" (cinese), "أمفورا النحاس" (arabo).
In italiano potremmo definirla un' "anfora di rame" e da qui seguono le traduzioni in altre lingue: "copper amphora" (inglese), "amphore de cuivre" (francese), "kupfer amphore" (tedesco), "anfora de cobre" (spagnolo), "медная амфора" (russo), "铜瓶" (cinese), "أمفورا النحاس" (arabo).
lunedì 4 novembre 2019
#07 - IL FILM
NOVECENTO
Novecento è un film del 1976 diretto da Bernardo Bertolucci. Dal genere drammatico e storico il film è ambientato in Emilia, regione di nascita del regista. Racconta le vite e l'amicizia di due uomini, il possidente terriero Alfredo Berlinghieri e il contadino Olmo Dalcò, impersonati in età adulta rispettivamente da Robert De Niro e Gèrard Depardieu, sullo sfondo dei conflitti sociali e politici che ebbero luogo in Italia nella prima metà del XX secolo.
Tra i vari luoghi scelti da Bertolucci per girare le scene vi è anche Capistrello, che per l'occasione si "trasforma" in Pianura Padana per permettere al regista di ambientare alla perfezione alcune scene del film.
#06 - IL NOME DEL LUOGO
CAPUT CASTRORUM
Per quanto riguarda il nome di Capistrello sono diverse le ricostruzioni etimologiche che non hanno trovato supporto da archeologi e storici. La più gettonata è l'antica leggenda secondo la quale il nome deriverebbe dal latino "Caput Castrorum", ovvero "capo degli accampamenti" di epoca romana, espressione latina che è tutt'ora riportata sullo stemma municipale.
Più verosimilmente però il toponimo deriverebbe dal termine latino "Capistrum", ossia "cavezza", derivato dalla posizione geografica del centro situato a capo della stretta, cioè all'imbocco della Valle Roveto.
#05 - IL MITO
LA LEGGENDA DI LONGINO
Una delle leggende che vengono narrate ancora oggi dagli anziani del paese è quella riguardante il legionario romano Longino. Quest'ultimo, originario di Lanciano in Abruzzo, è il soldato che trafisse con una lancia il costato di Gesù sulla croce. Longino, insieme ad altri legionari di ritorno dalla Palestina, fu di istanza a Capistrello durante la realizzazione dei Cunicoli di Claudio. Furono proprio questi legionari romani che portarono a Capistrello il lupino, legume tipico del territorio Palestinese e per cui il borgo abruzzese è oggi rinomato, tanto che i propri abitanti sono conosciuti come "lupinari". A testimonianza della presenza dei legionari romani, e di Longino in particolare, a Capistrello si tiene tutt'ora ogni anno la rappresentazione del "Cristo morto", una tradizione che risale al Cinquecento ed in cui gli abitanti del paese reinscenano il momento in cui Longino trafigge Gesù con la sua lancia.
fonti: https://books.google.it/books?id=0FwqPEShxRYC&pg=PA461&lpg=PA461&dq=rappresentazione+del+cristo+morto+capistrello&source=bl&ots=NvrM71pL5G&sig=ACfU3U0b_-oDbSIq1fusLwciuP8eWa3z_w&hl=it&sa=X&ved=2ahUKEwjnxrao-NDlAhUEDewKHVKrCdoQ6AEwAHoECAkQAQ
lunedì 28 ottobre 2019
#04 - CITAZIONI
Nel libro "Pane e polvere" sono presenti numerose citazioni e descrizioni riguardanti il borgo di Capistrello.
La prima si incontra già nella prefazione a cura di Gianfranco Ricci che parla così della ferrovia che passa sotto il paese: "E' il tunnel elicoidale della ferrovia. Una piazza virtuale che perfora il cuore del vecchio abitato di Capistrello,lo caratterizza e rappresenta- con quel doppio segno d'acciaio che di qui
si allontana all'infinito- sia la via di fuga verso il mondo che il sentiero sicuro del ritorno".
Successivamente vi è la descrizione della piazza del mercato: "La domenica mattina a Capistrello non ci si incontra solo in chiesa o al bar, resiste infatti la tradizione del mercato cittadino. E', a modo suo, un momento di aggregazione per tutta la comunità durante il quale, tra il camion dei polli arrosto e la bancarella delle ciambelle, si trova il tempo di scambiare due chiacchiere, di lamentarsi del governo e delle tasse, di spettegolare sul vicino con qualcuno che lo conosce bene o di salutare i politicanti del paese sempre pronti a stringer mani in maniera ovvia e non del tutto disinteressata. Proprio nella piazza del mercato si erge il monumento in onore dei Caduti sul lavoro, che sta lì dal 4 dicembre 1976, giorno non casuale, si festeggia infatti Santa Barbara, protrettrice dei minatori".
Gianluca Salustri, Pane e polvere, Capistrello: autopubblicato, 2017, pp. 25
si allontana all'infinito- sia la via di fuga verso il mondo che il sentiero sicuro del ritorno".Successivamente vi è la descrizione della piazza del mercato: "La domenica mattina a Capistrello non ci si incontra solo in chiesa o al bar, resiste infatti la tradizione del mercato cittadino. E', a modo suo, un momento di aggregazione per tutta la comunità durante il quale, tra il camion dei polli arrosto e la bancarella delle ciambelle, si trova il tempo di scambiare due chiacchiere, di lamentarsi del governo e delle tasse, di spettegolare sul vicino con qualcuno che lo conosce bene o di salutare i politicanti del paese sempre pronti a stringer mani in maniera ovvia e non del tutto disinteressata. Proprio nella piazza del mercato si erge il monumento in onore dei Caduti sul lavoro, che sta lì dal 4 dicembre 1976, giorno non casuale, si festeggia infatti Santa Barbara, protrettrice dei minatori".
Gianluca Salustri, Pane e polvere, Capistrello: autopubblicato, 2017, pp. 25
sabato 26 ottobre 2019
#3 - IL LIBRO
'Pane e polvere' è il racconto di una comunità, quella di Capistrello, che vede i suoi figli entrare nelle viscere delle montagne per costruire acquedotti, dighe e chilometrici tunnel autostradali. Una specializzazione che ha origini lontane, riconducibili prima alla costruzione dei cunicoli di Claudio in epoca romana e poi al loro restauro da parte di Alessandro Torlonia per il prosciugamento del lago Fucino, ma anche all'edificazione della galleria elicoidale della linea ferroviaria Avezzano-Roccasecca, tutte opere che passano proprio sotto il vecchio abitato del borgo. Da queste opere, fino al Traforo del Gran Sasso e ai tunnel dell’Alta Velocità ferroviaria, questo libro ripercorre, attraverso aneddoti e testimonianze dirette dei protagonisti, le tappe e le vicende più significative del borgo abruzzese riconosciuto da molti come quello da cui ancora oggi partono centinaia di operai per ogni parte del mondo.
Una professionalità, che ancora oggi dà lustro a una comunità che negli anni ha pagato un caro prezzo in termini di vite umane, con quasi 90 operai morti nei cantieri che proprio nel centro di Capistrello vengono ricordati da un monumento ai caduti del lavoro costruito negli anni Settanta.
fonti: http://www.qualcheriga.it/pane-polvere-capistrello-minatori-libro-salustri/ , http://bennyland.altervista.org/pane-e-polvere/ , https://www.libreriauniversitaria.it/pane-polvere-storia-storie-minatori/libro/9791220019859 , http://www.paesaggidabruzzo.com/it/news/item/226-pane-e-polvere-il-libro-dedicato-a-capistrello-il-paese-dei-minatori .
#2 - LE COSE DEL LUOGO
LA CONCALa conca è un tradizionale contenitore domestico di liquidi, soprattutto di acqua fresca, che di solito veniva posizionato vicino alle porte d'ingresso in modo che chiunque entrasse potesse usare l'acqua in essa contenuta. Realizzata in rame, con due manici ad ansa in ferro battuto, la conca ha il fondo concavo e l'imboccatura larga; ha un accentuato restringimento che le dona la caratteristica forma e che serve a stabilizzarla al meglio, rendendo più difficile lo sversamento accidentale del liquido. Era usata soprattutto dalle donne, nel passato, per portare a casa l'acqua dalla fontana, tenendola in equilibrio sulla testa con l'ausilio di un panno avvolto a forma di ciambella, detto cercine, poggiato sulla parte superiore del cranio a fare da base per il fondo della conca stessa.
LA GENZIANA
La genziana è sicuramente il liquore che non può mancare nelle case del luogo. Dal colore ambrato e dall'intenso gusto amarognolo è il digestivo per definizione. In passato veniva preparata direttamente in casa ma ad oggi i divieti e le leggi rendono sempre più difficile la produzione domestica, visto che la radice di genziana, da cui si ottiene il liquore, è fra le specie protette.
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CARTOLINA D'EPOCA

Capistrello in una cartolina d'epoca del 1909. In basso son ben visibili due dei sei tunnel che passano sotto il centro abitato e che vennero inaugurati nel 1902 per collegare il tratto finale della linea ferroviaria Avezzano-Roccasecca. Un'opera mastodontica per quei tempi, e che ha rappresentato uno dei punti di svolta per l'epopea dei minatori del luogo.
lunedì 21 ottobre 2019
#1 - IL LUOGO
Coordinate: 41°58′25″N 13°24′00″E
Capistrello è un comune italiano della provincia de L'Aquila in Abruzzo situato a 734 m s.l.m. ,si sviluppa lungo una strettoia compresa tra la catena dei Monti Ernici-Simbruini a nord, tra l'alta valle del fiume Liri e la dorsale montuosa che la separa dalla piana fucense.
Per la sua strategica posizione geografica (a metà strada tra Pescara e Roma) la cittadina è da sempre ritenuta "terra di passaggio".
Il paese si erge sopra lo sbocco dell'emissario di Claudio, realizzato circa duemila anni fa dall'Imperatore Claudio (41-52 d.C.), che rappresenta un'opera di ingegneria idraulica di eccezionale importanza e ritenuta una tra le più grandiose di tutti i tempi, essa permise di far defluire le acque del lago Fucino (il terzo più grande in Italia) nel fiume Liri per prosciugare e bonificare la conca marsicana ottimizzando le produzioni agricole.
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